La tradizione
  "L’attività liutaria a Bisignano, piccola cittadella calabrese assai prossima a Cosenza vanta un’antichissima tradizione. Essa, infatti, fiorì alla corte dei Principi Sanseverino quando, ritornati dall’esilio francese a seguito di Carlo D’Angiò (nel 1226), rioccuparono i loro feudi a Bisignano e dintorni.

I maestri liutai bisignanesi si dedicarono soprattutto alla costruzione di liuti e chitarre battenti e l’eco della tradizione orale (a fronte delle esigue fonti storiche, quantunque confermata dalla testimonianza delle opere prodotte tra il XV e il XVI sec conservate presso i musei nazionali ed esteri) ci racconta di splendidi e pregiati strumenti musicali destinati sia ad un’utenza patrizia e raffinata che ad un uso popolare (soprattutto nel XVII sec) e sacro, prodotti in grande quantità a sostegno di una domanda musicale diffusa e competente.

Finalmente, con l’avvento della moderna storiografia e della possibilità di attingere a fonti documentate ed attendibili anche nel campo della liuteria, ritroviamo, con certezza, a Bisignano, l’attività liutaria della famiglia-dinastia De Bonis (la più longeva delle famiglie liutarie italiane) la quale, già produttiva nel XVIII sec. con Vincenzo I (1780-1850), attraverso la continuità dei suoi membri Antonio I (1809-1863), Pasquale I (1818-1852), Michele II (1825-1881), Umile I (1828-1906), Giacinto I (1836-1867), Nicola I (1842-1895), Francesco I (1850-1927), Antonio II (1874-1950), Rosario I (1876-1953), Giacinto II (1882-1964), e Nicola III (1918-1978), ancora oggi, con Vincenzo II (nato nel 1929), é saldamente presente nel mercato liutario internazionale.

L’analisi degli strumenti fabbricati dalla famiglia De Bonis ci permette di cogliere l’evoluzione qualitativa e quantitativa della liuteria bisignanese e, più in generale, di tutta quella del Mezzogiorno d’Italia (facente capo alla famiglia Gagliano di Napoli) a partire dagli strumenti del quartetto classico (violino, viola, etc.), dai liuti rinascimentali e barocchi alle chitarre battenti, dagli strumenti a pizzico della tradizione popolare (mandolini, mandole, etc.), fino alle moderne chitarre classiche da concerto che, con il contributo determinante dei maestri Nicola III e Vincenzo II hanno riproposto ai vertici della produzione qualitativa internazionale.

Accanto alla famiglia De Bonis furono attivi a Bisignano numerosi altri liutai ed allievi tra cui spiccarono, per bravura e notorietà, i fratelli Ferrari Giovan Battista e Francesco, entrambi attivi nel XIX sec. ed ambedue allievi di Vincenzo I De Bonis e il Maestro Cariati Vincenzo (1873-1922), discendente dei fratelli Ferrari".


Gabriele Carletti, Liutaio - Pieve di Cento, Bologna

© 2005 Andrea Pontedoro - Maestro Liutaio