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Sud Italia XII-XIX sec. regno di Napoli (*)

Sud Italia 1800 regno delle Due Sicilie(**)

Calabria nel 1857

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La tradizione |
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"L’attività liutaria
a Bisignano, piccola cittadella calabrese assai prossima
a Cosenza vanta un’antichissima tradizione. Essa, infatti,
fiorì alla corte dei Principi Sanseverino quando,
ritornati dall’esilio francese a seguito di Carlo D’Angiò (nel
1226), rioccuparono i loro feudi a Bisignano e dintorni.
I maestri liutai bisignanesi si dedicarono soprattutto alla costruzione di liuti
e chitarre battenti e l’eco della tradizione orale (a fronte delle esigue
fonti storiche, quantunque confermata dalla testimonianza delle opere prodotte
tra il XV e il XVI sec conservate presso i musei nazionali ed esteri) ci racconta
di splendidi e pregiati strumenti musicali destinati sia ad un’utenza patrizia
e raffinata che ad un uso popolare (soprattutto nel XVII sec) e sacro, prodotti
in grande quantità a sostegno di una domanda musicale diffusa e competente.
Finalmente, con l’avvento della moderna storiografia e della possibilità di
attingere a fonti documentate ed attendibili anche nel campo della liuteria,
ritroviamo, con certezza, a Bisignano, l’attività liutaria della famiglia-dinastia
De Bonis (la più longeva delle famiglie liutarie italiane) la quale, già produttiva
nel XVIII sec. con Vincenzo I (1780-1850), attraverso la continuità dei
suoi membri Antonio I (1809-1863), Pasquale I (1818-1852), Michele II (1825-1881),
Umile I (1828-1906), Giacinto I (1836-1867), Nicola I (1842-1895), Francesco
I (1850-1927), Antonio II (1874-1950), Rosario I (1876-1953), Giacinto II (1882-1964),
e Nicola III (1918-1978), ancora oggi, con Vincenzo II (nato nel 1929), é saldamente
presente nel mercato liutario internazionale.
L’analisi degli strumenti fabbricati dalla famiglia De Bonis ci permette
di cogliere l’evoluzione qualitativa e quantitativa della liuteria bisignanese
e, più in generale, di tutta quella del Mezzogiorno d’Italia (facente
capo alla famiglia Gagliano di Napoli) a partire dagli strumenti del quartetto
classico (violino, viola, etc.), dai liuti rinascimentali e barocchi alle chitarre
battenti, dagli strumenti a pizzico della tradizione popolare (mandolini, mandole,
etc.), fino alle moderne chitarre classiche da concerto che, con il contributo
determinante dei maestri Nicola III e Vincenzo II hanno riproposto ai vertici
della produzione qualitativa internazionale.
Accanto alla famiglia De Bonis furono attivi a Bisignano numerosi altri liutai
ed allievi tra cui spiccarono, per bravura e notorietà, i fratelli Ferrari
Giovan Battista e Francesco, entrambi attivi nel XIX sec. ed ambedue allievi
di Vincenzo I De Bonis e il Maestro Cariati Vincenzo (1873-1922), discendente
dei fratelli Ferrari". |
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Gabriele
Carletti, Liutaio - Pieve di Cento, Bologna
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Il regno Il regno di Napoli è il nome con cui è conosciuto lo stato italiano preunitario, esistito, con alterne vicende, dal XII al XIX secolo e comprendente le attuali regioni Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria, nonché alcuni territori dell'odierno Lazio (circondario di Soria, circondario di gaeta e circondario di Cittaducale dopo l'unita' D'Italia) |
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Regno delle Due Sicilie fu il nome che il re Ferdinando IV di Borbone dette al suo regno, allorché,nel 1816, dopo il Congresso di Vienna, soppresse il Regno di Sicilia citerioree il Regno di Sicilia ulteriore e la relativa costituzione del1812 unendoli in un'unica entità statale. Precedentemente Gioacchino Murat, dopo l'acquisizione del regno di Napoli, riprendendo il titolo di Alfonzo V d'Aragona, era stato nominato da Napoleaone re delle Due Sicilie, rivendicando il controllo del governo parlamentare che Ferdinando IV di Borbone istituì a Palermo dopo che nel 1806 Napoleone invase Napoli. |
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